Intervista a Roberto Possanzini

Roberto Possanzini, Maestro di scherma presso Accademia Lame Romane

 

Roberto Possanzini, nella vita è Istruttore Militare di Educazione Fisica, Scherma e Nuoto presso la Scuola Ufficiali CC di Roma, Personal Trainer, Preparatore Fisico, Maestro di Scherma e Coordinatore della Spada dell’Accademia d’Armi Lame Romane.


Roberto, quando è nato il tuo interesse per la scherma?
Ho sempre amato lo sport sin da bambino e la mia grande passione per la scherma è nata dal Pentathlon Moderno che ho praticato per circa 15 anni. Durante questi anni ebbi la grande opportunità di essere seguito dai Maestri di Spada Olimpici, in quanto sono riuscito presto a far parte della Nazionale Giovanile e poi Assoluta e del Centro Sportivo Carabinieri. Al termine della mia carriera da atleta ho studiato per diventare Istruttore e poi Maestro Federale presso l’Accademia Nazionale di Scherma. Dopo il Titolo, il processo di conoscenza e crescita come Tecnico è continuato e continua tutt’ora ininterrottamente con l’esperienza che coltivo quotidianamente tramite i continui aggiornamenti, il confronto didattico aperto con gli altri Tecnici e  i propri Allievi e la curiosità di scoprire sempre più quest’Arte infinita.

La tua arma è la spada. Perché questa scelta?
Nel Pentathlon si tira di spada e la scelta è logica conseguenza dello sport che ho praticato per anni. La spada, inoltre, non ha convenzioni o regole di priorità o limiti di bersaglio come le altre Armi e questo in sintesi è più aderente al mio carattere.

Il tuo percorso sportivo prima di arrivare alle Lame Romane?
Prima del Pentathlon ho iniziato con il nuoto all’età di 8 anni e devo dire che da quell’età non ho mai smesso di fare sport fino ad ora. Per questa passione devo ringraziare molto i miei genitori che appassionati anch’essi, mi portavano in piscina tutti i giorni, facendo anche enormi sacrifici per accompagnare me e mio fratello agli allenamenti e alle gare. Però devo dire che, mentre mio fratello maggiore ha continuato con il nuoto, entrando anch’egli nella Nazionale Italiana, io avevo bisogno di praticare e divertirmi anche con altre discipline. Iniziai quindi a fare gare di corsa nella disciplina del mezzofondo nella quale raggiunsi ottimi risultati. Per logica conseguenza cominciai a gareggiare nelle competizioni di avviamento al Pentathlon Moderno per i più piccoli, che, dalla combinata nuoto e corsa, passano poi a competere in successione anche con la scherma, il tiro con la pistola e l’equitazione. Scoprii presto, quindi, di aver avuto la fortuna di essere portato nelle multidiscipline, tanto da poter entrare nella Nazionale di Pentathlon all’età di 18 anni, con la possibilità di potermi allenare tutto il giorno senza preoccupazioni e studiare all’ISEF di Roma.   Dopo la maturità, quindi, essendomi trasferito a Roma da Pescara, dove vivevo con i genitori, ho iniziato la mia vita da atleta a tempo pieno, vivendo al Centro Sportivo Giulio Onesti dell’Acquacetosa e, spesso, nei ritiri collegiali, al Centro Olimpico di Montelibretti. Lo sport è così diventato la mia professione a tutti gli effetti e venni selezionato presto dal Gruppo Sportivo Militare dei Carabinieri, gareggiando in Italia e all’Estero per la Nazionale e per l’Arma. Una volta terminata la mia carriera di atleta e studiato per diventare Maestro di Scherma sono stato chiamato da uno dei miei ex Maestri, noto e bravissimo, Vittorio Palmiero, all’Accademia Romana Scherma, per lavorare insieme a lui nella stupenda Sala dello Stadio Flaminio in cui sono rimasto dal 2000 al 2011, acquisendo grande esperienza professionale, con un elevato numero di allievi grandi e piccoli. Dal 2012 sono poi passato alla rinomata Accademia d’Armi Musumeci Greco, rimanendovi poi fino al 2015, ottenendo ottimi successi anche internazionali con gli allievi che si allenavano con me in una Sala distaccata ai Parioli. Dal 2016 sono passato poi alla neonata Società Accademia d’Armi Lame Romane, poiché ne conoscevo bene i fondatori e i dirigenti e soprattutto perché sapevo della loro smisurata passione per la scherma e la condivisione di obiettivi, filosofia di allenamento e progetto di sviluppo di creare nel tempo un Polo centrale importante e fortemente competitivo sia a Roma che in Italia dell’arma che ho sempre insegnato, la Spada.

Quali erano i punti di forza della tua scherma? 
Sono stato sempre forte fisicamente e sfruttavo principalmente la mia potenza negli attacchi in tempo, anche se devo dire che cercavo sin da piccolo di curare l’aspetto del controllo e della calma mentale, tipici della spada, arma molto tattica. Capii comunque con la diretta esperienza che, solo dopo molti anni di allenamento e di intenso esercizio è possibile raggiungere lo stato di padronanza e fluidità (flow) del corpo e della mente (di cui parlano molti trattati sulla scienza e psicologia dello sport). Tratti che agiscono in perfetta armonia e sintonia per poter competere e giocarsi la vittoria con chiunque e in questo caso con chi si pone davanti a te in pedana, anche contro il più forte. A tal proposito, scoprii, di recente,  sfogliando   un interessante libro sulla preparazione fisica funzionale di un Coach americano, che,  per ottenere successi di alto livello internazionale,  la scienza statistica parla chiaro e dice che si rende necessario un allenamento  per almeno 10 anni o di 10000 ore di esercizio continuativo,  senza illudersi di poter avere grossi  sconti sul tempo da dedicare al sudore e all’impegno nel praticare sport agonistico, prima di tentare minimamente di provare a diventare un giorno campioni, se lo si desidera veramente. E questo è giusto che i ragazzi e i genitori ambiziosi lo sappiano e siano ben informati che nello sport, soprattutto odierno, dove molti Paesi sono all’avanguardia negli studi sulla scienza della tecnica e della pianificazione dell’allenamento, non esistono scorciatoie per arrivare al successo.


La tua vittoria più bella e la sconfitta più bruciante.
Siccome ho praticato sport agonistico per molti anni, di vittorie e sconfitte ne avrei molte da raccontare. Senza alcun dubbio entrambe aiutano a crescere ma in modo diverso. Soprattutto nella scherma le vittorie ti insegnano a scoprire quali sono i tuoi punti di forza che devi continuare a perfezionare per tutta la carriera di atleta; le sconfitte al contrario ti portano a capire dove sono i tuoi punti deboli e dove occorre allenarsi seriamente per coprire le “falle” tecnico tattiche, mentali ed emotive del proprio bagaglio, approccio e personalità schermistica in pedana. Per quanto riguarda la vittoria più bella ricordo molto bene e con entusiasmo il primo posto a squadre al Mondiale Militare di Pentathlon Moderno a Roma, con l’equitazione (prova a ostacoli) come ultima prova e premiazioni nella splendida cornice di Piazza di Siena, con successiva festa e cena all’Acquacetosa, insieme ai Dirigenti e Tecnici della Federazione.

La sconfitta che ricordo più bruciante è stata in una gara, sempre di Pentathlon Moderno, di selezione per il Campionato Mondiale Junior a Bratislava,  dove ero secondo dopo tre prove (tiro, nuoto e scherma) e particolarmente nella scherma ero andato molto forte. Mi mancavano solo le prove di equitazione e corsa che era un altro mio punto di forza. Purtroppo però, nell’equitazione presi ad estrazione un cavallo che non ne voleva proprio sapere di saltare gli ostacoli e aveva già fatto zero punti con un atleta tedesco che imprecava disperato, eliminato in prima manche. Le tentai di tutte ma non ci fu verso e presi anch’io zero punti, abbandonando il campo gara sconsolato e scendendo inesorabilmente poi dalla classifica finale della competizione mi giocai il posto di titolare al successivo Mondiale Junior, dove infatti finii riserva come quarto. Probabilmente il Comitato Organizzatore Slovacco non aveva cavalli di riserva preparati o allenati per un cambio sia in prima che in seconda manche ma resta comunque il fatto che non doveva minimamente provare a mettere in campo un brocco del genere tra la lista dei cavalli in gara.

Perchè la scherma?
La scherma occupa tuttora gran parte del mio tempo perché è uno sport e arte marziale entusiasmante che ti impegna dentro e fuori, dove non si finisce mai di apprendere, da Allievo e anche e soprattutto da Maestro.  Nella scherma infatti ogni fattore è decisivo e ha uguale importanza, dal tecnico-tattico al fisico al mentale ed emotivo e l’atleta deve saperli affrontare tutti e non può sottovalutarne nessuno se vuole continuare a migliorare.  In effetti occorre dire che, in allenamento e in gara, ogni atleta dovrebbe nutrire, oltre che una gran voglia di divertirsi e curiosità di scoprire e apprendere nuove capacità, una forte motivazione intrinseca e capacità di analizzare e positivizzare gli eventi. Soprattutto nei momenti difficili o di sconfitta con gli avversari occorre avere la forza di rialzarsi e andare sempre avanti, un po’ come accade nella vita che alla fine ti ripaga anche più del doppio, se continui ad esercitare una forte volontà, tanto da scoprire il valore inestimabile che ognuno dentro di sé possiede di trasformare i propri sogni in realtà. A tal proposito mi vengono in mente le parole del grande Maestro fondatore dell’Aikido, Morihei Ueshiba, che diceva: ‘La via dell’Artista Marziale è la creazione dell’Armonia’.

Dietro la divisa … altre passione che coltivi?
Nel tempo libero, anche se non è mai abbastanza, cerco di mantenermi in forma nel corpo e nella mente. Amo praticare molti sport da solo o con gli amici tipo tennis, nuoto, wind surf, pesistica, etc. e ho la passione per la lettura. Infatti, oltre ad avere libri e trattati sulla Scherma, Preparazione Fisica e alcune Arti Marziali, mi piace affrontare anche altri generi letterari tipo Biografie, Scienza e Spiritualità.

Il tuo palmares


PENTATHLON MODERNO

Campione del Mondo Militare a squadre

3 posto Campionati Mondiali Junior a squadre

Pluricampione Italiano a squadre con il Centro Sportivo Carabinieri

3° posto individuale Meeting Europeo di Berna

3° posto individuale Meeting internazionale di Lisbona

Podi e piazzamenti individuali ai Campionati Italiani Assoluti e di Categoria

Podi gare Internazionali a squadre

1° posto individuale al Meeting internazionale ‘Survival of fhe Police ad Assen (NL)

 


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